Passato

Auto del passato: Lancia Thema 8.32

Negli anni ’80 la Lancia è stata un vanto italiano al pari di marchi ben più blasonati, come Ferrari e Lamborghini, che facevano del lusso e delle prestazioni il loro punto forte. Se a questo uniamo il fatto che proprio in quella decade era concesso sperimentare, e l’uso del turbo era considerato normale anche nelle citycar, ecco che nasce l’idea di concepire la berlina a trazione anteriore più potente di quegli anni: la Lancia Thema 8.32 o più comunemente chiamata “Lancia Thema Ferrari” dal motore V8 3litri della casa di Maranello con cui era equipaggiata.



Le differenze estetiche rispetto alle altre Thema sono numerose, ma non particolarmente vistose, fatta eccezione per l’alettone posteriore che, per la prima volta al mondo, è a scomparsa e viene ritratto nel baule con un semplice tocco sul comando posto nella leva tergicristalli. Composto da un singolo flap e due colonnine portanti, l’operazione di uscita e rientro dal vano veniva completata in pochissimi secondi. I gruppi ottici posteriori con indicatore di direzione e retromarcia non erano arancio e bianco, come nella versione standard, ma in colore rosso come saranno dalla serie successiva. Degni di nota i cerchi in lega da 15 pollici ispirati, nel disegno a stella, alle berlinette di Maranello. Attorno a tutta la carrozzeria correva una doppia sottile linea, gialla e del colore della vettura, anche se di tonalità più chiara, che identificava la speciale versione.

8 cilindri a V di 90°, 2927 cc (81×71 mm), rapporto di compressione 10,5:1, 32 valvole per un’erogazione di 215 cv a 6.750 giri/min, ed una coppia massima di ben 29 kgm a 4500 giri minuto con cambio a cinque rapporti manuale. Il tutto spingeva questa Thema fino ai 240 km/h facendola accelerare da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi. Questo propulsore fu inserito per la prima volta su un’auto a trazione anteriore, riuscendo a malapena ad entrarvici. Nonostante l’albero motore fu modificato per attenuare le prestazione e non rendere la macchina inguidabile, il risultato fu ugalmente incredibile per una berlina dell’epoca.

Gli interni, per cura e materiali utilizzati, potevano essere tranquillamente equiparati a quelli delle più lussuose vetture inglesi. I sedili in pelle erano dotati di regolazioni elettriche ed i rivestimenti di plancia, pannelli porta, cambio e volante erano rifiniti a mano dal marchio Poltrona Frau. Radiotelefono nel bracciolo, stereo con cuffie per i passeggeri posteriori, tetto apribile, radica sugli sportelli e su tutta la plancia gli indicatori andavano a completare la dotazione dell’abitacolo. Medesime sono le dimensioni esterne rispetto alle altre Thema: era infatti lunga 4590 mm, larga 1733 mm, con un peso di 1400 kg e si basava sullo stesso pianale.

La Lancia Thema 8.32 fu prodotta in due serie, la prima dal 1986 al 1988 per un totale di 3.530 unità, la seconda dal 1989 al 1992 per 1.150 esemplari. Divenne presto la berlina dei Vip, che in molti acquistarono, tra cui i piloti di F1 della Ferrari dell’epoca, Alboreto e Berger, così come lo stesso Enzo Ferrari che ne usava una per gli spostamenti abituali. Ne fu realizzato anche un unico esemplare con carrozzeria station wagon, riservato in esclusiva all’avvocato Gianni Agnelli. Il prezzo era esagerato come le prestazioni e l’intero modello: 63 milioni di lire, il doppio di una Thema 2.0 16v.

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