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BYD U9: la supercar alternativa alla Roadster

L’espansione di BYD nel settore automobilistico sembra non conoscere ostacoli, e ora la compagnia cinese aggiunge un nuovo tassello alla sua offerta con la creazione del brand Yangwang. Questa mossa è il segnale di una strategia che mira a distinguersi nel segmento di mercato dei veicoli elettrici di alta gamma. Con l’introduzione dei modelli SUV U8 e della berlina U7, BYD ha già fatto parlare di sé, ma è con l’arrivo della supercar U9 che le ambizioni del costruttore raggiungono nuove vette.



La U9, già annunciata in precedenza e in procinto di essere lanciata ufficialmente il 25 febbraio, promette di riscrivere le regole in termini di prestazioni e di esperienza di guida. Un video recentemente pubblicato su YouTube da BYD offre uno scorcio delle capacità di questa macchina potente, che, con i suoi 1.300 cavalli, sfida direttamente concorrenti come la Tesla Roadster, la cui uscita è stata posticipata.

byd u9 interni

La supercar U9 di BYD non è solo una questione di potenza bruta, ma anche di raffinata ingegneria. Il video mette in luce il sistema rivoluzionario di sospensioni attive indipendenti che permettono di regolare l’altezza di ciascuna ruota individualmente, una caratteristica che in passato aveva permesso al veicolo di eseguire addirittura dei salti sul posto.

Le dimensioni della U9 sono significative, con una lunghezza di quasi cinque metri e una larghezza che supera i due metri, dimensioni che non impediscono alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di due secondi. Si dice che l’autonomia possa raggiungere i 700 chilometri, ma BYD non ha ancora svelato quale tipo di batteria permetterà di ottenere tali prestazioni. Tuttavia, si sospetta l’uso di un pacco batterie da 135,5 kWh con tecnologia LFP, identico a quello della U7, che viene prodotto da FinDreams, una sussidiaria di BYD specializzata in batterie.

byd u9 high

La scelta di BYD di adottare la tecnologia LFP, tipicamente riservata a veicoli più economici e con prestazioni inferiori rispetto alle batterie agli ioni di litio NMC, sembra essere un passo fuori dal coro in un mercato che continua a inseguire la massima efficienza. Questa decisione potrebbe riflettere una filosofia aziendale incentrata sulla sostenibilità e sulla lunga durata più che sulla pura performance, o potrebbe semplicemente essere una mossa strategica per distinguersi in un mercato affollato.



Per quanto riguarda il prezzo, BYD non ha ancora rivelato dettagli, sebbene le speculazioni suggeriscano che possa avvicinarsi ai 200.000 euro. Questo posizionerebbe la U9 in una fascia di prezzo elevata, rispecchiando la sua natura esclusiva e le caratteristiche tecniche avanzate. Con un ingresso così audace nel mercato delle supercar elettriche, BYD sta chiaramente puntando a catturare l’attenzione di un pubblico che cerca non solo lusso e prestazioni, ma anche innovazione e responsabilità ambientale.

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